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Saggio

Dal Sonno alla Presenza

Manuale di disidentificazione secondo Gurdjieff e Assagioli.

«Non siamo ciò che crediamo di essere. Ma possiamo ricordarci chi siamo davvero.»
Copertina di Dal Sonno alla Presenza
Il libro 01

Dal Sonno alla Presenza è un percorso essenziale e radicale attraverso il lavoro di Gurdjieff e Roberto Assagioli. Viviamo sospesi tra ruoli, abitudini e maschere psicologiche che chiamiamo «io», ma che in realtà sono solo riflessi. La disidentificazione smette di essere un'idea filosofica e diventa un atto pratico.

Gurdjieff parla di «sonno della coscienza». Assagioli introduce l'«Io osservatore». Questo libro conduce esattamente dove queste due visioni si incontrano: nello spazio vivo della Presenza.

Un potente manuale operativo per chi vuole lavorare su di sé in modo sincero, concreto e non cosmetico. Per chi è stanco di dormire nella propria vita.

Estratto 02
Introduzione — Il Risveglio

Viviamo immersi in un mondo di identificazioni. Fin dalla nascita, assorbiamo convinzioni, ruoli e maschere. Ci identifichiamo con la professione, le emozioni, il passato. Tuttavia, nessuna di queste etichette ci definisce veramente.

La disidentificazione è un processo essenziale per chi desidera crescere interiormente. Gurdjieff descriveva l'essere umano come una macchina dominata da impulsi, abitata da molteplici «io» che si alternano. Assagioli, con la Psicosintesi, proponeva di costruire un Io centrale, capace di dirigere la vita in modo armonico.

Questo libro invita a esplorare la disidentificazione non come esercizio intellettuale, ma come via di trasformazione: un metodo concreto per osservare e trascendere le identificazioni che ci tengono prigionieri. Se vogliamo vivere in modo più presente, questo viaggio è un'opportunità per conoscere il nostro vero Sé, quella parte di noi che esiste al di là di ogni ruolo.

— dall'introduzione del saggio
Oltre l'automatismo · sentieri di risveglio 03
01

Il Sonno Psicologico

Siamo davvero svegli, o siamo macchine?

La maggior parte degli esseri umani vive in uno stato che le grandi tradizioni sapienziali definiscono «Sonno». Non si tratta del riposo notturno, ma di una condizione di veglia apparente in cui camminiamo, parliamo e lavoriamo, mentre la nostra coscienza è profondamente assopita. In questo stato, non agiamo: veniamo agiti. Siamo reazioni a catena a stimoli esterni, condizionati da abitudini, paure e memorie che non abbiamo scelto consapevolmente.

«L'uomo è una macchina. Tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, le sue parole, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue convinzioni, le sue opinioni e le sue abitudini sono i risultati di influenze esterne.»

Il test della consapevolezza. Prova a ricordare te stesso per un intero minuto, senza lasciarti trascinare via da un pensiero o da una distrazione esterna. Scoprirai quanto sia difficile mantenere la Presenza anche solo per sessanta secondi. Questo è il segno tangibile del sonno psicologico.

Riconoscere di essere addormentati è il primo, indispensabile passo verso il risveglio: smettere di identificarsi («io ho un'emozione, ma non sono quell'emozione»), praticare il Ricordo di Sé, e trasformare ogni azione quotidiana, anche la più banale, in un atto di coscienza.

02

La Disidentificazione

Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo: la tecnica cardine di Assagioli.

Siamo costantemente sommersi da un flusso ininterrotto di pensieri, emozioni e sensazioni fisiche. Il problema sorge quando diciamo: «io sono triste» o «io sono ansioso». In quel momento ci identifichiamo totalmente con uno stato transitorio, diventando schiavi di una parte che oscura la totalità del nostro essere.

Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, ha sviluppato uno strumento alchemico per rompere questo incantesimo: la Tecnica della Disidentificazione. «Noi siamo dominati da tutto ciò con cui ci identifichiamo, ma possiamo dominare e controllare tutto ciò da cui ci disidentifichiamo.»

L'esercizio di Assagioli. Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo: esso è uno strumento prezioso di esperienza, ma io sono il Sé che lo abita. Io ho delle emozioni, ma non sono le mie emozioni: esse cambiano come il tempo, ma io rimango costante come il cielo. Io ho una mente, ma non sono la mia mente: i pensieri sono onde che attraversano l'oceano, ma io sono l'oceano stesso.

«Il Sé è il centro immobile nel cuore del ciclone interiore.»
03

Esercizi per il Qui e Ora

Dal Ricordo di Sé allo «Stop» interiore: pratiche concrete contro la meccanicità.

La teoria senza pratica perpetua solo la vita inconsapevole: soltanto l'azione diretta può rompere gli schemi abituali. Il Ricordo di Sé consiste nel dividere l'attenzione — osservando insieme l'attività esterna e il sé che osserva — fino a raggiungere lo stato «sono qui, e sto facendo questo».

Esercizio 1 — La sensazione del piede. Mentre cammini o conversi, mantieni l'attenzione sul contatto del piede destro con il terreno: un ancoraggio fisico che impedisce alla mente di perdersi nei pensieri o nelle emozioni altrui.

Esercizio 2 — L'osservazione delle mani. Durante le azioni quotidiane, mantieni piena consapevolezza dei movimenti delle mani, osservandoli con curiosità e senza giudizio.

Lo «Stop» interiore. Quando sei catturato da un'emozione negativa o da un pensiero circolare, impartisci un comando mentale: STOP. Questa sospensione interrompe l'automatismo e crea spazio per una scelta consapevole invece di una reazione automatica.

«La libertà non è fare ciò che si vuole, ma non fare ciò che la macchina vorrebbe che tu facessi.»
Autore 04
Chi scrive Maruth Rein

Creative Strategist, brand & narrative direction. Trent'anni di studio delle dinamiche identitarie condensati in un manuale operativo, non in una teoria.