La maggior parte degli esseri umani vive in uno stato che le grandi tradizioni sapienziali definiscono «Sonno». Non si tratta del riposo notturno, ma di una condizione di veglia apparente in cui camminiamo, parliamo e lavoriamo, mentre la nostra coscienza è profondamente assopita. In questo stato, non agiamo: veniamo agiti. Siamo reazioni a catena a stimoli esterni, condizionati da abitudini, paure e memorie che non abbiamo scelto consapevolmente.
«L'uomo è una macchina. Tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, le sue parole, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue convinzioni, le sue opinioni e le sue abitudini sono i risultati di influenze esterne.»
Il test della consapevolezza. Prova a ricordare te stesso per un intero minuto, senza lasciarti trascinare via da un pensiero o da una distrazione esterna. Scoprirai quanto sia difficile mantenere la Presenza anche solo per sessanta secondi. Questo è il segno tangibile del sonno psicologico.
Riconoscere di essere addormentati è il primo, indispensabile passo verso il risveglio: smettere di identificarsi («io ho un'emozione, ma non sono quell'emozione»), praticare il Ricordo di Sé, e trasformare ogni azione quotidiana, anche la più banale, in un atto di coscienza.